È quanto emerge dall’indagine “Emerging Trends in Real Estate Europe 2010”, che che raccoglie il parere di oltre 600 operatori, secondo la quale quest’anno il settore vedrà qualche miglioramento, a fronte di uno scenario di distensione creditizia e di stabilizzazione dei valori
Milano irrompe nella classifica europea delle 10 migliori città per gli investimenti immobiliari. Nel 2010 ha raggiunto il sesto posto in termini di prospettive per i portafogli immobiliari esistenti ed è risultata al nono per le nuove acquisizioni.
È quanto emerge dall’ultima indagine sul settore “Emerging Trends in Real Estate Europe 2010” pubblicata dall’istituto non-profit ULI (Urban Land Institue) e da PricewaterhouseCoopers. Il rapporto, che raccoglie il parere di oltre 600 operatori del mercato immobiliare, evidenzia che nel 2010 il settore europeo del Real Estate vedrà qualche miglioramento, a fronte di uno scenario di distensione creditizia e di stabilizzazione dei valori immobiliari.
Milano è migliorata nelle prospettive d’investimento, salendo dal 18esimo al sesto posto per valore di asset esistenti. Tuttavia, alcuni intervistati hanno messo in discussione l’effettiva stabilità del mercato italiano, che sembra scontare con ritardo le notizie negative, e criticato la carenza di immobili di primaria qualità in Italia. A Milano e Roma la maggior parte degli edifici adibiti a uffici sono collocati nel centro storico e vengono definiti “obsolet”. A Milano gli investimenti si concentrano nel mercato retail, per quanto riguarda le nuove acquisizioni. Nel 2009 le transazioni sono state in numero limitato ed emergono opinioni discordanti circa la probabile evoluzione nel 2010. A Roma il mercato immobiliare è fortemente influenzato dal ruolo della pubblica amministrazione, in quanto buona parte degli edifici in locazione sono utilizzati da ministeri o altri enti governativi. Roma si colloca meglio nella classifica dei portafogli esistenti (nono posto) rispetto a quella delle nuove acquisizioni (14esimo). Per quanto riguarda le iniziative di sviluppo, la capitale si colloca al quindicesimo posto, con un leggero peggioramento rispetto al 2009.
In altre città le nuove acquisizioni ricevono generalmente un rating superiore rispetto ai portafogli esistenti. Monaco è il miglior mercato dove investire, seguita da Amburgo, Parigi, Londra e Vienna.
Dal rapporto emerge inoltre l’incombente problematica connessa alla necessità di rifinanziamento delle iniziative immobiliari per centinaia di miliardi di euro. I timori del settore derivano dal clima di insicurezza che caratterizza gli scenari futuri, ossia se gli enti finanziatori escuteranno le garanzie sui finanziamenti concessi o concederanno dilazioni anche se a condizioni più onerose. Tale sfida è resa ancor più difficile dall’incertezza in merito alle modalità e alle tempistiche con le quali i governi europei interromperanno le ingenti iniezioni di denaro pubblico. Il rapporto evidenzia come un improvviso ritiro dei pacchetti di stimolo potrebbe arrestare la ripresa e addirittura riportare l’economia in una fase recessiva.
Fonte: AGI
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