È quanto emerge dal “Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia”, condotto nel quarto trimestre 2009 presso un campione rappresentativo di agenti immobiliari sullo stato del mercato immobiliare
Il mercato immobiliare si va stabilizzando: salgono le compravendite, si stabilizzano i prezzi e le agenzie segnalano una riduzione degli incarichi rimasti inevasi. È quanto emerge dal “Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia”, condotto nel quarto trimestre 2009 da Banca d’Italia e Tecnoborsa presso un campione rappresentativo di agenti immobiliari sullo stato del mercato residenziale in Italia. I dati sono contenuti nei Supplementi al Bollettino Statistico della Banca d’Italia e sono stati presentati a Roma il 5 marzo 2010.
Prezzi delle abitazioni. È scesa al 45,4% la quota degli agenti che segnalano una diminuzione dei prezzi nel quarto trimestre del 2009, contro il 61,4% rilevato all’inizio dell’anno. Nello stesso periodo è aumentata la segnalazione di una stabilità dei valori, che supera il 50% dei casi, rispetto a 37,1% registrato per il primo trimestre. Nel complesso, si è ridotto il saldo negativo tra le percentuali di risposte “in aumento” e “in diminuzione”: -43,2% contro -59,9% di inizio anno. Le opinioni al ribasso si confermano prevalenti nelle regioni del Sud e del Nord Est, mentre sono scese intorno al 40% in quelle del Nord Ovest e del Centro.
Numero di compravendite. Il 69% degli operatori ha venduto almeno un immobile. È il valore più alto dall’inizio delle rilevazioni, nel dicembre 2008. Il numero totale di compravendite effettuate mediante intermediazione avrebbe segnato un recupero, soprattutto nelle aree urbane localizzate nel Nord Ovest e al Centro, dove si sono attenuate le tendenze al ribasso delle quotazioni.
Incarichi a vendere. Si è intensificata la riduzione del saldo tra le percentuali di risposte che segnalano l’aumento o la diminuzione congiunturale delle giacenze di incarichi a vendere, sceso a 12,7% da 22,6% nella precedente rilevazione. Il flusso di nuovi mandati è risultato stabile per il 46,1% degli operatori, contro il 42,9% della rilevazione precedente; mentre il saldo tra le indicazioni di aumento e di diminuzione si è ridotto a 4,5%, da 13,1%. La divergenza tra i prezzi di offerta e di domanda è la causa prevalente di cessazione dell’incarico a vendere: nel 63,2% dei casi non ci sono proposte di acquisto a causa di richieste del venditore ritenute troppo elevate (65,9% all’inizio del 2009). E aumenta la percentuale di coloro che segnalano un ritiro dell’incarico dovuto ad attese di prezzi più favorevoli.
Trattative e tempi di vendita. Si è ampliato il margine di riduzione del prezzo di vendita, passato al 12,1% dall’11,3 rilevato in ottobre. E si sono allungati i tempi tra il conferimento dell’incarico e la vendita effettiva: 7 mesi rispetto a i 6,7 della precedente rilevazione.
Modalità di finanziamento degli acquisti. La casa si acquista con il mutuo ipotecario nel 70% dei casi, con un sostanziale riallineamento tra le aree urbane e le altre località. Il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell’immobile si è stabilizzato intorno al 71%.
Le prospettive del mercato in cui operano le agenzie. Tra gli operatori prevale l’idea che il mercato si vada normalizzando: per la prima volta dall’inizio delle rilevazioni diventa positivo il saldo tra giudizi “favorevoli” e “sfavorevoli” (3,3% contro -3,9 punti nel trimestre precedente). Il miglioramento è più accentuato nei centri di maggiori dimensioni. Migliora il saldo, già positivo dal trimestre precedente, tra le attese di aumento e di diminuzione del numero di nuovi incarichi a vendere (a 12,9%, da 10,2).
Le prospettive del mercato nazionale. Il saldo negativo tra le attese di miglioramento e di peggioramento a tre mesi si è ridimensionato a -8,9% (da -16,9% del trimestre precedente). Il quadro di medio termine mostra un più deciso miglioramento: le prospettive per i prossimi due anni sono giudicate positive dal 66,1% delle agenzie, contro il 59,8% dell’inchiesta precedente; e in peggioramento dal 12,2%, contro il 16 per cento.
Indagine Banca d’Italia – Tecnoborsa
Fonte: Tecnoborsa
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